Nintendo Labo, il videogioco col cartone! Kit Assortito

In qualità di Nintendaro semi-incosciente, non potevo lasciarmi scappare la novità tutta inventiva e cartone creata dalla grande N.
Anche se questo mi è costato una settantina di euri (da moltiplicare per due) per acquistare i due pack usciti. Una discreta somma, in effetti. Ma fino a che scorre l’acqua in casa e riesco a rubare del pane secco, non dovrei avere ripercussioni finanziarie per l’impulsivo acquisto.
Visto che il Kit Robot non l’ho ancora montato, ho pensato di dividere l’articolo in due parti, dando le impressioni sul Kit Assortito (quello con diversi Toy-Con inclusi) ora, e sul Kit Robot in un altro articolo, così da capire quale dei due merita di più l’acquisto, se lo meritano tutti e due o se, magari, conviene lasciarli direttamente nello scaffale del negozio.

Ed eccolo qui, lo scatolo magico per creare altri scatoli magici.
Una volta inserita la cartuccia ed avviato il software, veniamo proiettati nel mondo delle costruzioni di cartone ideate dagli ingegneri di carta di Nintendo.
Istruzioni facili, intuitive e assai divertenti accompagnano la costruzione. Altro non bisogna fare che staccare i pezzi indicati a schermo dalle pagine contenute nella confezione, piegarli ed assemblarli.

Anche le costruzioni dei Toy-Con più impegnative del Kit Assortito (come la canna da pesca ed il pianoforte) non richiedono manovre particolarmente complesse o una manualità fuori dal comune. Tutti i passaggi sono piuttosto semplici, chiari e mai contorti.
Fondamentale è piegare bene il cartone, trattarlo con delicatezza e, nel caso, stare attenti alle indicazioni su parti specifiche dove attaccare degli adesivi catarifrangenti, indispensabili per i corretto funzionamento dell’oggettino, visto che la telecamera Infra-Rossi del Joy-Con destro si affida ad essi per leggete e comunicare i diversi movimenti interni del Toy-Con.
Se questa spiegazione vi sembra contorta, non vi spaventate. Il software, oltre alle istruzioni, i giochi ed altre chicche, contiene gli approfondimenti sul funzionamento di ogni singolo Toy-Con. Aspetto che inizialmente avevo sottovalutato, ma che affrontato con la giusta dose di curiosità, può sorprendere e risultare molto interessante.

Ed ecco qui la prima costruzione, la più semplice ed immediata. La macchinina RC, grazie al Rumble HD dei Joy-Con può muoversi liberamente, controllandola con il touch screen di Switch. Praticamente si controllano i controller con la console. Notevole.
Da lì il crescendo di costruzioni si fa sempre più frenetico e complicato, da montare cose in pochi minuti, si passa alla canna da pesca, al manubrio della moto ed al piano forte che, via via, richiedono sempre più tempo (ed accorgimenti) per essere completati.

Ok, ma dopo?
Dopo ci sono i giochini.
Con la macchinina il gioco è muoverla, con la casetta si (non so bene come spiegarlo) assiste alla vita di un pupazzino peloso (sicuramente il gioco meno riuscito ed appagante), con la canna da pesca, beh, si pesca, con la moto si può gareggiare tenendo il manubrio in grembo (probabilmente il gioco che meglio rappresenta un ideale di applicazioni su altri giochi) e con il pianoforte si suona, si compone e si disegnano pesci.
Ed è qui che l’età si fa sentire, se un ragazzino di 9/15 anni può (e dovrebbe) trovare sorprendente il funzionamento dei giochi e riuscire anche a soddisfare la propria voglia di intrattenimento videoludico, un adulto ha un tempo di “sopportazione” decisamente più basso. Due o tre utilizzi sono più che sufficienti per esaurire l’interesse verso il gioco in se.
La parte più interessante (per un adulto) rimane quindi il montaggio, unito allo scoprire come il tutto viene interpretato e tradotto a schermo.
Ad aumentare la voglia di giocare ci pensa la modalità “Garage”. Un vero e proprio piano di lavoro dove poter riprogrammare, inventare e studiare nuove funzioni, nuovi giochi e nuove regole. Provata pochissimo, ma sembra molto interessante, soprattutto per chi ha voglia di dedicargli il tempo necessario.
Vero, un paio di volte mi sono messo a pescare con mia moglie, ma oltre a quello come videogioco offre veramente poco.
Bello, bellissimo ed interessante. Sicuramente. Ma le lacune importanti verso taglie di età superiori al target lo penalizzano molto. Uno potrebbe dire “grazie al cavolo, se sei fuori target è un problema tuo”, ma anche coi pokémon siamo fuori target, eppure…
Quindi Nintendo Labo è, in tutto e per tutto, un prodotto pensato per i più piccoli.
§Se avete pargoli per casa è un acquisto sensato e, oltre a divertirvi assieme, potrebbe portare il giovine a mostrare interesse verso lo sviluppo, l’ingegneria ed il funzionamento delle cose che, vista la comodità del reperire informazioni e strumenti complicati che difficilmente ci interessa come funzionano, è sicuramente una buona cosa.
Altrimenti, neanche il fan Nintendo più accanito, oltre allo stupore iniziale, riuscirà a dare un senso completo all’acquisto.

A prestissimo con le opinioni sul Kit Robot, quello su cui ripongo più speranze!
(e con magari qualche prova in più della modalità Garage)

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2 commenti

  1. Se ricordi, ho accolto l’annuncio dei Labo con entusiasmo, osannando l’idea di Nintendo. Non riponevo però aspettative nei primi kit per il nintendaro compulsivo che è in me.
    Penso sia un ottimo regalo da parte di zii e nonni per il loro compleanno.
    Se Nintendo supportasse anche la comunità (cosa che vedo improbabile) allora potrebbe essere interessante dal punto di vista progettuale.
    In teoria è una bomba (vedi la strategia Lego), ma Nintendo sta ai modder come Stalin al Papa.
    Nintendo tuttavia potrebbe sviluppare dei toy più evoluti e integrarli con un gioco più completo. Basterebbe un Road Rush con il supporto del manubrio della moto per rendere il kit già più appetibile.
    Ti ricordi la mitica console regina del vaporware, la Konix? Si trasformava in volante, manubrio di moto…

    Piace a 2 people

    • Come regalo da parte di zii è assolutamente perfetto. Su quello non ci piove!
      Comunque esatto, è una roba in pieno stile Nintendo che esalta la loro creatività ed innovazione, ma che viene tarpata dalle loro idee conservatrici. Pare un ossimoro, ma è la realtà dei fatti.
      L’idea di vedere dei software che utilizzano questi od altri pezzetti di cartone (magari roba più semplice e piccola?) è sicuramente allettante, ma lo faranno mai?
      Comunque sono molto curioso di cosa riserverà il futuro di Labo e come sarà giocare con il robot. Per ora è un “promosso per l’idea, ma si poteva applicare di più verso i grandicelli”.
      Comunque basterebbe un Mario kart che supporta la moto, un Mario tennis con il “crea la tua racchetta” ed uno StarFox dove fai volare l’astronave tenendola in mano come un aereo di carta, per supportare e far scoppiare del tutto la LaboMania. Staremo a vedere!

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